La più grande caratteristica di Vaiwatt è che fondono tutti i generi musicali del 20° secolo e li sublimano nella propria musica. Le canzoni di Vaiwatt sono di due tipi, una è una canzone pazza che ti taglia il cervello, un’altra è una bella canzone che stimola la tua profonda sensibilità. Doppia natura!
E’ così che si descrivono i Vaiwatt sul loro sito ufficiale, band che innova la scena musicale giapponese portando la loro musicalità caratterizzata da testi dissacranti e una melodia a tratti graffiante.
Si esibiranno il 13 Ottobrealle21:30 al Tank – Serbatoio Culturale di Bologna:
Alcune norme di accesso allo spazio: L’Ingresso è riservato ai soli SOCI in possesso di tessera AICS
Domanda di tesseramento online: https://tanksc.it/
La tessera sarà successivamente attivata e potrete ritirarla al botteghino del Tank – Serbatoio Culturale. Saranno presenti diversi punti per la sanificazione delle mani da usare in accesso e in uscita da ogni area dello spazio; Tutti coloro che parteciperanno sono invitati alla collaborazione per rispettare le norme di comportamento e le indicazioni che vi verranno fornite dallo staff.
L’AssociazioneTakamori vi informa che Venerdì28Ottobrealle18:30 verrà presentato “Il Libro dei Morti” di Orikuchi Shinobu, Luni Editrice, 2022. Durante la presentazione AlessandroPassarella, traduttore del testo, e FrancescoVitucci, direttore della collana ArcipelagoGiappone, ne presenteranno il contenuto.
La presentazione si terrà in sala seminariale al primo piano del CentroCandiani, organizzata da Mondadori Bookstore Mestre e dal Centro Culturale Candiani con la partecipazione di Voci di Carta.
Statua di SaigōTakamori, Parco di Ueno, Taito-ku, Tokyo
L’AssociazioneTakamori oggi, 24 settembre, ricorda l’anniversario della morte di SaigōTakamori, avvenuta nel 1877, del quale l’Associazione porta il nome. Dapprima fervente sostenitore, poi grande critico della RestaurazioneMeiji, ebbe un ruolo fondamentale nell’abolizione del sistema feudale giapponese e nella creazione di un esercito imperiale costituito da soldati di professione. Grande sostenitore dell’ammodernamento dell’esercito, fu invece sempre contrario alla modernizzazione forzata del paese e all’apertura del commercio con l’Occidente. Proprio queste sue divergenze di vedute lo portarono a lasciare tutte le cariche governative e a fare ritorno nella prefettura natale di Kagoshima. Lì, fondò un’accademia militare e influenzò talmente tanto la politica della provincia che il governo imperiale, temendo una rivolta, inviò un cospicuo contingente per sequestrare le armi della città.
SaigōTakamori (seduto, in uniforme francese), circondato dai suoi ufficiali, in abbigliamento tradizionale. Articolo su Le Monde Illustré, 1877.
Questo episodio segnò l’inizio della ribellione di Satsuma, al capo della quale si pose Takamori in persona. Egli morì durante la battagliadi Shiroyama, combattuta tra 30,000 soldati imperiali e circa 500 samurai. Dopo una strenua resistenza, quando ormai rimanevano circa 40 samurai a lui fedeli, decise di commettere seppuku per salvaguardare la propria integrità e il proprio onore. A lui sono stati ispirati molti film e sceneggiati, come “L’ultimo Samurai” e “Saigodōn”.
L’associazione Takamori è lieta di invitarvi al CastrorealeMistery Festival, terza edizione del festival del giallo e del noir che si terrà in P.zza Pertini – Castroreale (ME) nei giorni 21/22/23 Luglio 2022.
In particolare, il 22 Luglio alle ore 20:00, per l’evento Giappone Misterioso, verranno presentati i gialli La locanda del gatto nero e Fragranze di morte di Yokomizo Seishi, tradotti dal professor Francesco Vitucci per Sellerio Editore.
A seguire potrete visionare gli ulteriori eventi, le date e gli orari nelle locandine qui sotto.
Titolo originale: 春の雪, Haru no Yuki (neve di primavera)
Editore: Feltrinelli
Collana: Universale economica Feltrinelli
Traduzione: Andrea Maurizi
Edizione: 2015
Pagine: 336
Primo romanzo della “quadrilogia della fertilità”, Neve di primavera rappresenta ad oggi uno dei lavori più maturi dello scrittore Yukio Mishima.
LA TRAMA
La storia è ambientata nel Giappone dei primi novecento e il protagonista è Kiyoaki Matsugae, un giovane dai tratti delicati e gusti raffinati, che trascorre l’adolescenza a casa dei conti Ayakura.
Carattere malinconico e sensibile, quanto capriccioso e instabile, Kiyoaki rimane troppo a lungo ignaro del proprio affetto nei confronti di Satoko, figlia dei conti Ayakura che, ora ventenne, deve decidere ad accettare un pretendente. Vittime e carnefici del crudele mondo che li circonda, i sentimenti di entrambi giocano in circostanze a loro sfavorevoli.
Trascinati in una passione senza vie d’uscita, Honda Shigekuni, unico confidente di Kiyoaki, assiste inerme ai tormenti dell’anima e ai giudizi lapidari dell’alta società, che tanto si aggrappa al passato quanto osserva precariamente al futuro.
LO STILE
“Neve di primavera” mescola alla straziante storia d’amore un’analisi introspettiva dell’animo umano che, grazie allo stile raffinato di Mishima, scava nell’animo profondo dei personaggi. Una cura estetica alla parola, quasi ritualistica, che invita a leggere oltre e che permette ai personaggi di permeare con le loro emozioni il lettore. Ogni evento dell’opera altro non è che lo specchio percettivo dei personaggi che, così come la loro anima, sono travagliati, complessi, instabili, in continuo bilico tra l’identificazione e la rinnegazione della realtà circostante, ora decadente.
Kiyoaki più d’ogni altro, si lascia trascinare tra inerzia e turbolenza dalla sua stessa storia.
Uno squisito connubio tra storia e introspezione psicologica, storica e culturale che fanno di “Neve di primavera” non solo un’opera estremamente complessa, ma un autenticocapolavoro della letteratura giapponese firmato Yukio Mishima.
Nagasaki: Memories of My Son, 母と暮せば (Giappone, 2015)
Regia: Yamada Yōji
Cast: Yoshinaga Sayuri, Ninomiya Kazunari, Kuroki Haru
Genere: drammatico
Durata: 130 minuti
Nagasaki: Memories of My Son è un film drammatico del 2015 diretto da Yamada Yōji. È stato selezionato per essere presentato come film giapponese alla 89ª edizione degli Academy Awards, per la categoria di Miglior Film Internazionale, senza poi ricevere la nomina.
La pellicola si apre sul 9 agosto 1945; Koji è uno studente di medicina che si appresta a salutare la madre Nobuko per andare a lezione. Poche ore dopo, l’aeronautica militare americana sgancia la bomba atomica sulla città di Nagasaki.
Passano tre anni, Nobuko è rimasta sola, avendo perso anche il marito e il figlio maggiore in guerra. Il 9 agosto va a visitare la tomba del defunto Koji come suo solito, questa volta finalmente intenzionata ad accettare la morte del figlio e andare avanti con la sua vita. Una volta tornata a casa, però, riceve la visita del fantasma di Koji. Da quel momento i due passano molto tempo insieme, ricordando i tempi andati, e insieme a loro Machiko, la fidanzata di Koji, che non è mai riuscita a dimenticarlo.
Con Nagasaki: Memories of My Son, Yamada Yōji sceglie di rappresentare i temi della sofferenza e della morte all’interno della dimensione intima e privata di una madre rimasta sola, concentrandosi sulla sua riflessione ed evitando la rappresentazione globale del massacro di massa. Attraverso i discorsi di Nobuko e Koji, veniamo a conoscenza della dimensione del lutto causato da un trauma nazionale, e dell’assurdità di spingere i sopravvissuti a dimenticare e andare avanti nonostante tutto.
Ninomiya Kazunari e Kuroki Haru, grazie alle loro interpretazioni di Koji e Machiko, hanno vinto il 39° Japan Academy Prize per Miglior Attore e Miglior Attrice non Protagonista rispettivamente.
Commenti recenti